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Kobayashi’s anniversary

Carissimi praticanti,
settantanove anni fa nasceva il mio amato Maestro KOBAYASHI Hirokazu, oggi tocca a me portare avanti il Suo destino e spero che questo continui così per molto tempo ancora dopo di me.

Alcuni di voi hanno conosciuto il Maestro e hanno potuto apprezzarne il carisma.

Ciò che di intimo e personale è contenuto nel rapporto con il Maestro resterà sempre un mio privilegio, ciò che posso dirvi e che sia utile per la Vostra pratica è questo:

1. “Legate l’Aikido esclusivamente alla pratica e non alle parole” poiché ogni filosofia per quanto utile alla vita, stessa non riuscirà mai a sostituire la pratica dell’Aikido nel suo significato finale ed anche nel suo spirito.
2. Richiamate la Vostra attenzione sulle raccomandazioni del Fondatore per quanto attiene alla pratica, perché l’evoluzione è sempre figlia delle cose passate e che di conseguenza devono essere conosciute.
3. L’Aikido è tutto ciò che io sono, disse il Fondatore, dunque non cercate altre forme sostitutive di Aikido nelle Organizzazioni, che queste servono esclusivamente per le convivenze umane, ma non hanno valore nella pratica dell’Aiki.
4. La Scuola dell’Aiki segnerà il tempo del Vostro apprendimento, ma sarà vana se il Vostro spirito non è pronto per essere autonomo.

Mi sembra che sia molto facile come regola per essere seguita, questo è quanto il Mio Maestro Vi avrebbe detto e dunque è ciò che adesso Vi dico.

AIKIDO
Pietro SURIANO
Hana no Ume

New Year

Carissimi Shidoin, Yudansha, Praticanti tutti,

un anno chiude il corso dei suoi giorni e presenta a noi tutti il conto a parziale saldo della nostra vita.

Il nuovo anno sarà migliore, noi tutti ci auguriamo e gridiamo a gran voce, ma ciò in gran parte dipende proprio dai “saldi” degli anni trascorsi; per il resto siamo asserviti al destino che Dio Onnipotente ci ha assegnato.

Così il Maestro KOBAYASHI mi disse: mai stanco, mai fermo, sempre waza, l’Aikido non conosce momenti di riposo, perché la vita stessa non si ferma, essa ruota nell’eterno Meguri che noi chiamiamo destino e che in parte possiamo modificare.

In questo periodo Natalizio, in cui alcuni di Voi hanno partecipato alle lezioni che ho tenuto nel Dojo di Catania ed a Salerno, abbiamo insieme iniziato ad esplorare il percorso che portò il FONDATORE a percorrere la via dell’AI - KI, attraverso la pratica dei Chinkon, qualcuno di voi ha potuto constatare, quanto sia importante e decisivo questo percorso per il KI, ma non c’è percorso senza WAZA, non c’è allenamento che sia composto dalle parole, quindi occorre essere forgiati nella volontà di trovare a tutti i costi il tempo per far bene la VIA che si è decisi a percorrere; questo di già influisce positivamente su tutti i canali di energia del nostro corpo e li rende recettivi ad altre forme di energia esterne a noi, ma di cui noi troviamo sostentamento, poi impareremo a governarle.

Ancora, nell’osservare prima e nel fare poi, i movimenti del Pi Chuan e quelli dei Chinkon Kishin, alcuni di voi, hanno incredibilmente accresciuto in modo tangibile, la loro attenzione e la capacità di esecuzione di waza dell’AIKIDO, sono diventate diverse anche le sensazioni del Kokyu waza.

Che mai sarà successo?

Certamente non è in così breve tempo, che si può concludere un giudizio su un lungo percorso di studio, tuttavia se l’inizio è promettente, vuol dire che il lavoro che ci attende sarà più entusiasmante!

Ecco, credo che il miglior augurio che possa farvi, sia proprio questo, quello di riuscire a trovare tutte le forze di cui siete capaci, per affrontare con grinta il Meguri della Vita, riuscire nell’AIKIDO non significa solo essere dei bravi BUSHI, significa anche aver dimostrato prima di tutto di esser capaci di essere uomini, di capire come dice O-SENSEI che la certezza, sta nella consapevolezza di sbagliare, perché ciò dimostra la nostra natura umana, essere felici di sbagliare per poter superare lo sbaglio ed affrontare il momento della Grande Vittoria.

Il nuovo anno attende alle porte e si preannuncia già pieno di tempeste e saette.

Ma non c’è migliore giorno di quello in cui le difficoltà sembrano soffocanti, per poterci temprare e poi riuscire vittoriosi.

Ma non basta per essere dentro il Takemusu Aiki occorre che alle nostre mille difficoltà, per un bravo Cavaliere, occorre aggiungere quelle di quanti dipendono da noi, di quanti sperano in noi e più sono, più meritevole e grande sarà la nostra vittoria.

Questo è il senso di Masakatsu, Agatsu, Katsuayabi.

Per ognuno di queste vittorie occorrerà batterci per tutta la vita, fino alla fine, questo è Takemusu.

Il mio augurio come vedete, non è tanto comodo, nel senso che generalmente diamo al termine, ma dovendo scegliere fra improbabili e quanto mai imprevedibili auguri di un nuovo anno portatore di cose migliori, ho optato per il mio usuale (da qualche tempo) richiamo al pratico.

Tuttavia ritengo che sia un augurio realmente fatto con il cuore, nello spirito dell’AIKIDO.

AIKIDO
Pietro SURIANO

Commemoration of O-Sensei Ueshiba

Carissimi compagni di pratica, allievi ,
oggi ufficialmente ricordiamo la nascita di O-SENSEI UESHIBA MORIHEI, Soshu dell’AIKIDO e patriarca della cavalleria moderna, che pone le basi per una restituzione dei valori etici e morali del nobile animo, ai fini per cui questi sono deputati, ossia al servizio della collettività, dei più deboli, di coloro che hanno bisogno di essere protetti e difesi, in sintesi questo è il TAKEMUSU AIKI, l’arte per mezzo del quale affinate il vostro animo ed il corpo a perseguire il sentiero che possa farvi attraversare il TORI, posto fra la vita inutilmente spesa e quella spesa per un fine giusto.

Certamente l’Aikido può essere percorso a vari livelli, può essere percorso perfino per gioco, ma sempre esso deve lasciare nell’animo gioia di vivere ed armonia, la strategia esclusiva di O-SENSEI infatti fu la gioia folgorante di essere aperti e vittoriosi, sulla cupa e triste voglia di egocentrismo.

Questa è l’arma forse più micidiale dell’AIKIDO, anche se riesce molto difficile da accettare.
In ogni modo sono sempre stato convinto assertore che ognuno di noi per comprendere, deve prima o poi scontrarsi con una roccia che io personalmente chiamo destino, così è stato per me e così sarà per voi tutti.

I Meguri, I Chinkon Kishin, i Tenkan, il Ki Musubi e quant’altro, restano solo delle chimere nella nostra immaginazione, se non sono avvertite prima dentro il nostro cuore, quando questo le possiede, noi le possediamo, al di là di ogni possibile embukai, ma il possederle è solo una questione di onestà con noi stessi, di pace con noi stessi, di equilibrio con noi stessi, questo è contenuto in KATSUAYABI.

Oggi più che in altri giorni, mi è gradito porgere a tutti i praticanti e soprattutto al mio figlio spirituale, il mio augurio di una ricerca felice e prodiga di ogni fortuna.

Con un doveroso rispetto verso il FONDATORE

Pietro Suriano
Aikido Hanshi

Letter

A tutti voi Shidoin,Yudansha, praticanti,

nell’approssimarsi dell’anniversario della nascita di O-Sensei, almeno quello ufficiale che la nostra Scuola ricorda come tale, mi corre obbligo e nello stesso tempo mi fa piacere e mi onora, rendere merito alla figura del nostro Fondatore Morihei UESHIBA.

Soprattutto desidero farvi riflettere sui contenuti essenziali della Sua arte.

Come molti di voi sanno, già da tempo, il martello della mia voce batte su un’unica incudine, che a mio modesto avviso, non è stata sufficientemente compresa e nel cui semplice contesto invece, è racchiuso il segreto dell’Aikido: Ame no Takemusu Aiki Waza.

In questo mandala del fondatore, più che in tutti gli altri, lo stesso ha inciso profondamente i limiti e le essenzialità dell’Aikido che praticate.

Il perno fondamentale di tutto ciò è il BUDO, quale scelta di vita e l’Aikido, quale tipologia di sentiero cui un cavaliere gentiluomo, può giungervi.

Ame e Waza, rappresentano gli opposti, che attraverso il Budo e dunque attraverso il suo interprete che è l’uomo, vengono a congiungersi, per servire un mondo dove il Budo del male ossia Ya Ken, pare imperversare sempre di più.

Pensare di raggiungere una invincibilità fisica, non è cosa umana.

Grandi imperi sono crollati, non appena si è corroso lo spirito che li sorreggeva, quando la corruzione, il degrado sociale, la depravazione morale, il malgoverno, gli interessi di parte, hanno sacrificato gli interessi della collettività.

Katsuayabi, è la risposta di O-Sensei, ossia il momento della folgorante vittoria, della vittoria più splendida per un Cavaliere, quando ormai sa rinunciare ad ogni cosa fatua e vuota di questo mondo, per essere dedicato completamente agli altri, quando il tarlo interno annidato in ciascuno di noi, dell’egoismo e del male, viene sconfitto definitivamente, allora la vittoria è vera e totale e si comprende il BUDO come arte del costruire e non del distruggere.

L’essenza più intima del Budo è il Bu Shin ossia lo spirito stesso del Principe, in una parola si ritorna all’uomo, come elemento centrale e perno della cosmologia portante e pratica dell’arte del Fondatore, non parole, non promesse, non filosofie, ma allenamento, sacrifici, privazioni, dedizione e poi sudore e soprattutto gioia di vivere e gioia di amare, queste sono le vere armi del cavaliere che si esercita nello spirito dell’AIKI e nel suo Takemusu.

Il Bu shin è la risposta pratica per evitare le tentazioni che inducono alla gratificazione, al confronto, allo scontro, al successo personale; sebbene il Budo se ne serva per la pratica che passa paradossalmente attraverso queste, se ne alimenta ma le rinnega, asservendole solo come ausilio della sua pratica.

Ecco quindi la facilità con cui i giovani praticanti meno esperti, o più fragili, possono cadere nella trappola di Ya Ken, del demone.

La via del Budo, è altamente selettiva, ma tuttavia, proprio per le peculiarità su elencate, può trasformarsi, come usa fare l’acqua adattandosi ad un recipiente e divenire agevole pratica, per chiunque voglia semplicemente esercitarsi in una coordinazione fisica.

Il nostro Fondatore ha formulato una preziosissima alchimia, che molti forse hanno trascurato osservare.

Egli ha posto la sua Arte sotto chiave, permettendone l’accesso solo attraverso la conoscenza di una determinata esperienza o Waza, legato alla comprensione di quanto enunciato nello Shin Kokkyu, ossia: la prima fondamentale conoscenza è Aiki Ken Waza, la seconda è Aiki Jo Waza, la terza è Aiki Tai Waza; in realtà tutto ciò è andato lentamente velandosi, fino a far si che l’Aikido conosciuto sia solo quello praticato a corpo libero che invece chiamerei solo Aiki Tai Jutsu.

Ame e Waza sono gli opposti dunque ed esprimono le due opposte forme di energia, la prima legata al cielo la seconda alla terra; ma niente di arcano, per giungere ad esse, O-Sensei ci ingiunge di attraversare il sentiero dell’Aiki, che è musubi ossia legante il waza, cioè la terra, con Ame, ossia il cielo, occorre praticare e saper aspettare.

Il BUDO è paziente attesa, è strategia del governo, è saggezza di un principe, che deve sapere cosa sia opportuno per il bene del suo popolo, è dedizione e sprezzo della vita per il cavaliere che deve servire e proteggere il debole.

Naturalmente il mio messaggio non può concludersi senza aggiungere l’augurio duplice di una pratica attenta e proficua per la vostra vita, che sia spesa nella consapevolezza degli intenti e nella serenità e nell’armonia legittima, che l’Aikido stesso offre a chi con il cuore semplice gli si apre, nello stesso tempo giunga a tutti voi credenti e non credenti, un augurio di serenità e di pace, che spesso nella nostra vita, sebbene pensiamo di aver raggiunto, in realtà subito gli accadimenti mettono a dura prova, ebbene sia l’Aikido che la fede possono aiutarci e l’apertura del nostro cuore ci permetterà di respirare meglio l’armonia del mondo e vedere meglio quanto di magistrale e di Divino esso contiene, per questo Buon Natale a tutti Voi.

Pietro Suriano
Aikido Hanshi
Chief Instructor

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