LA SCUOLA DAL PUNTO DI VISTA DI SURIANO SHIHAN
“Ricordo che più volte il Maestro mi parlò di come sia importante per l’uomo legarsi ai riconoscimenti e che fosse un destino quasi inevitabile quello di formare organismi o varie associazioni che sostituendosi all’individuo, fosse anche un Maestro, conferissero potere e prestigio a quanti ne avessero bisogno.”
Così, ora che finalmente ho capito il senso delle Sue parole, mi trovo anch’io legato come fu Lui, ma con Lui mi sento libero di pensare e di agire e di aprirmi al mondo. Quindi nessun privilegio a quanti appartengono alla Scuola del Maestro, ma una attenzione particolarissima a quanti vogliono imparare e praticare con passione, questo é l’unico stile che io preferisco.
Infatti per quanto oggi non avverto la necessità di collocarmi un’etichetta, in realtà le trovo appiccicate addosso senza volerlo. Per quanto non capisca come si possa agire in nome e per conto di quel tale o di quel talaltro (a meno di fare il mestiere del rappresentante e non certo dell’artista o dello scienziato), nonostante ciò tanti dicono di agire per conto o per ragione di questo o di quello, vantandone pure crediti ed avendo così anche referenze e seguito, sicuramente per le ragioni che il Maestro mi illustrò.
Dinastie di comodo, col diritto dato da chi crede nei privilegi umani.
Non sono sufficienti le conoscenze e le peculiarità tecniche nello scibile affrontato, occorre passione, amore per ciò che si fa; come disse Qualcuno a cui ho creduto: “KOKORO”.
Aggiungerei ancora che occorre avere personalità ed aver attributi di fatto e non di apparenza.
In guerra serve poco vantare le proprie capacità, occorre dimostrarle, altrimenti con la sconfitta si perde la vita.
Così anche nella scienza: si pensi quale guaio sarebbe stato se tutti i miei colleghi medici predecessori avessero scrupolosamente applicato i dettami della medicina, a loro insegnati, senza che gli stessi non avessero applicato le loro scoperte, la loro genialità e quant’altro fosse stato necessario per migliorare. Ci troveremmo oggi a curare ancora con gli incantesimi.
Così il progresso sta nell’evoluzione e nella capacità di mettere in discussione se stessi e ciò che si è studiato, ciò permette di acquisire nuovi concetti e conoscenze.
Come uomo di scienza e come artista del Budo sento più che mai vera questa necessità, per cui rido e non sorrido solo, sulle varie sigle e sulle varie etichette.
A me sta pure bene che i miei allievi si vogliano chiamare BUIKUKAI etc…. se così gradiscono….. tuttavia ciò che insegno è il mio ryu.
(tratto da OTOKO NO TAMASHI - Lo Spirito dell’Uomo - del Maestro P. SURIANO).



