La celebrazione misogi, tipica della divinizzazione dell’Omoto Kyo, è per O-Sensei il mezzo per introdursi a tutto campo o se volete calarsi in pieno, nella cosmologia da lui stesso “intesa” e che pregna tutto il suo credo spirituale.
Tuttavia i Chinkon Kishin eseguiti dal Fondatore, attraverso il mezzo offertogli dalla pratica del BU GEI, diventano altrettanti validi espressioni per esorcizzare ciò che di “malvagio” è intriso nel Bushido e esaltarne invece la parte più giusta , compassionevole, buona della via del Cavaliere.
Ma il Soshu nella sua estrema genialità va ben più oltre, Egli inserisce nei Chinkin Kishin un movimento che “purifica le tecniche marziali”, deprivandole del superfluo e del negativo, per esaltare appieno la coordinazione e l’efficacia del Ki quale manifestazione prima e più importante dell’arte del Bugei, fino a trascenderla in quello che O-Sensei definisce BU SHIN.
L’arte della guerra quindi o Bugei si trasforma nell’arte del pensiero del Giusto, esercitata attraverso il KI MUSUBI o se vogliamo più semplicemente l’AIKI.
La purificazione dell’elemento Lancia o Chinkon Kishin Misogi no Yari, è forse il capolavoro del Fondatore, dove emerge visibilmente e senza necessari sforzi intellettuali, la novità del Suo Aikido Moderno, il movimento principe e portante della sua arte o Ueshiba Ryu, l’AIKIDO.
Questo movimento sintetico e unico fra le altre discipline, alcune delle quale s’erano avvicinate a questo concetto, è il MEGURI o turbine rotatorio, che O-Sensei definisce un dono dei Kami.
Vorrei a questo proposito ricordarvi il mandala del SOSHU: AME NO MURAKUMO KUKI SAMUHARA RYUO; attraverso il quale Ueshiba Morihei, si pone in essere Egli stesso come Nume e Guardiano protettore dell’AIKIDO, arte divinatoria che permette all’uomo comune di attuare il “passaggio” (mediante il ponte divino: AME NO UKI ASHI) verso la trasformazione in vero Cavaliere protettore del Giusto.
In quest’ottica che si formerà poi la Buiku no Michi, scuola del suo delfino Kobayashi Hirokazu, la via dell’evoluzione del Cavaliere.
Per affrontare con consapevolezza i Chinkon Kishin, occorre superare la barriera rappresentata dalla millenaria presenza in Giappone del Bushido, che la restaurazione Meji abolirà con le leggi, che non possono però abolire i sentimenti del Giapponese, radicato in una profonda cultura che ha visto nascere lo stesso Giappone.
Dunque il Fondatore coltiva questo nuovo mezzo che è l’AIKIDO o KI MUSUBI, che permette di avvolgere la mente del guerriero ed operare la trasformazione dello stesso in Cavaliere del Giusto, il Bugei del Bushido in Bushin del Bu iku.
La pratica quotidiana dei keiko tipici del Bugei ossia i Kihon, i Kumi tachi o Kumi jo o yari, si completano poi e si trasformano mediante i processi misogi dei Chikon Kishin, nella pratica dell’AIKIDO o KI MUSUBI.
Si comincia a comprendere il significato del non combattimento e della supremazia dell’Armonia e del bene sulla Tecnica marziale e sul Bushido.
Nel Misogi No Yari O-SENSEI, visualizza questa trasformazione dell’uso della Lancia nel combattimento contro alfieri o cavalieri, laddove le tecniche si armonizzano al Meguri dei Kami, che tutto avvolge e nella rotazione mistica delle tecniche , il SOSHU “realizza” l’unione (MUSUBI) fra le energie del regno di AME NO MI NAKA NUCHI, ossia del Cielo, con quelle della Terra ossia di KUNI NO TOKO TACHI, attraverso l’umile presenza dell’Uomo, rappresentato però dal Cavaliere Purificato, che assorbe così tutte le energie che derivano dall’essere tale, ossia quelle di AMATERASU O MI KAMI.
I movimenti che nascono, sono quelli del vero Aikido di O-SENSEI, privi delle leggi legate alle forme o agli schemi ”donate” da Dio stesso, all’uomo degno.
Il significato di tutto ciò, per quanto possa sembrare molto ermetico ed esoterico, in realtà deve essere letto con gli occhi della pura pratica, che sola può far comprendere l’azione Misogi voluta dal Fondatore.
E’ pure vero che il maestro Ueshiba era solito accompagnare i movimenti con le sonorità del Kototama, ma in realtà questi movimenti possono essere eseguiti pian piano attraverso il semplice Kokkyu o respirazione misogi, per poi intraprendere la strada del Bushin, una volta ottenuta la manualità necessaria.
L’applicazione dell’Aikido poi diventa così semplice e gioiosa che riesce assai comprensibile come il Fondatore si divertisse assai nella pratica dello stesso con il contatto diretto degli Uke senza l’ausilio delle armi, ritenute non più un mezzo di perversione (Ya Ken), ma mezzo di purificazione (Yoi Ken).
AIKIDO HANSHI
PIETRO SURIANO



