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New Year

Carissimi Shidoin, Yudansha, Praticanti tutti,

un anno chiude il corso dei suoi giorni e presenta a noi tutti il conto a parziale saldo della nostra vita.

Il nuovo anno sarà migliore, noi tutti ci auguriamo e gridiamo a gran voce, ma ciò in gran parte dipende proprio dai “saldi” degli anni trascorsi; per il resto siamo asserviti al destino che Dio Onnipotente ci ha assegnato.

Così il Maestro KOBAYASHI mi disse: mai stanco, mai fermo, sempre waza, l’Aikido non conosce momenti di riposo, perché la vita stessa non si ferma, essa ruota nell’eterno Meguri che noi chiamiamo destino e che in parte possiamo modificare.

In questo periodo Natalizio, in cui alcuni di Voi hanno partecipato alle lezioni che ho tenuto nel Dojo di Catania ed a Salerno, abbiamo insieme iniziato ad esplorare il percorso che portò il FONDATORE a percorrere la via dell’AI - KI, attraverso la pratica dei Chinkon, qualcuno di voi ha potuto constatare, quanto sia importante e decisivo questo percorso per il KI, ma non c’è percorso senza WAZA, non c’è allenamento che sia composto dalle parole, quindi occorre essere forgiati nella volontà di trovare a tutti i costi il tempo per far bene la VIA che si è decisi a percorrere; questo di già influisce positivamente su tutti i canali di energia del nostro corpo e li rende recettivi ad altre forme di energia esterne a noi, ma di cui noi troviamo sostentamento, poi impareremo a governarle.

Ancora, nell’osservare prima e nel fare poi, i movimenti del Pi Chuan e quelli dei Chinkon Kishin, alcuni di voi, hanno incredibilmente accresciuto in modo tangibile, la loro attenzione e la capacità di esecuzione di waza dell’AIKIDO, sono diventate diverse anche le sensazioni del Kokyu waza.

Che mai sarà successo?

Certamente non è in così breve tempo, che si può concludere un giudizio su un lungo percorso di studio, tuttavia se l’inizio è promettente, vuol dire che il lavoro che ci attende sarà più entusiasmante!

Ecco, credo che il miglior augurio che possa farvi, sia proprio questo, quello di riuscire a trovare tutte le forze di cui siete capaci, per affrontare con grinta il Meguri della Vita, riuscire nell’AIKIDO non significa solo essere dei bravi BUSHI, significa anche aver dimostrato prima di tutto di esser capaci di essere uomini, di capire come dice O-SENSEI che la certezza, sta nella consapevolezza di sbagliare, perché ciò dimostra la nostra natura umana, essere felici di sbagliare per poter superare lo sbaglio ed affrontare il momento della Grande Vittoria.

Il nuovo anno attende alle porte e si preannuncia già pieno di tempeste e saette.

Ma non c’è migliore giorno di quello in cui le difficoltà sembrano soffocanti, per poterci temprare e poi riuscire vittoriosi.

Ma non basta per essere dentro il Takemusu Aiki occorre che alle nostre mille difficoltà, per un bravo Cavaliere, occorre aggiungere quelle di quanti dipendono da noi, di quanti sperano in noi e più sono, più meritevole e grande sarà la nostra vittoria.

Questo è il senso di Masakatsu, Agatsu, Katsuayabi.

Per ognuno di queste vittorie occorrerà batterci per tutta la vita, fino alla fine, questo è Takemusu.

Il mio augurio come vedete, non è tanto comodo, nel senso che generalmente diamo al termine, ma dovendo scegliere fra improbabili e quanto mai imprevedibili auguri di un nuovo anno portatore di cose migliori, ho optato per il mio usuale (da qualche tempo) richiamo al pratico.

Tuttavia ritengo che sia un augurio realmente fatto con il cuore, nello spirito dell’AIKIDO.

AIKIDO
Pietro SURIANO