Carissimi compagni di pratica, allievi ,
oggi ufficialmente ricordiamo la nascita di O-SENSEI UESHIBA MORIHEI, Soshu dell’AIKIDO e patriarca della cavalleria moderna, che pone le basi per una restituzione dei valori etici e morali del nobile animo, ai fini per cui questi sono deputati, ossia al servizio della collettività, dei più deboli, di coloro che hanno bisogno di essere protetti e difesi, in sintesi questo è il TAKEMUSU AIKI, l’arte per mezzo del quale affinate il vostro animo ed il corpo a perseguire il sentiero che possa farvi attraversare il TORI, posto fra la vita inutilmente spesa e quella spesa per un fine giusto.
Certamente l’Aikido può essere percorso a vari livelli, può essere percorso perfino per gioco, ma sempre esso deve lasciare nell’animo gioia di vivere ed armonia, la strategia esclusiva di O-SENSEI infatti fu la gioia folgorante di essere aperti e vittoriosi, sulla cupa e triste voglia di egocentrismo.
Questa è l’arma forse più micidiale dell’AIKIDO, anche se riesce molto difficile da accettare.
In ogni modo sono sempre stato convinto assertore che ognuno di noi per comprendere, deve prima o poi scontrarsi con una roccia che io personalmente chiamo destino, così è stato per me e così sarà per voi tutti.
I Meguri, I Chinkon Kishin, i Tenkan, il Ki Musubi e quant’altro, restano solo delle chimere nella nostra immaginazione, se non sono avvertite prima dentro il nostro cuore, quando questo le possiede, noi le possediamo, al di là di ogni possibile embukai, ma il possederle è solo una questione di onestà con noi stessi, di pace con noi stessi, di equilibrio con noi stessi, questo è contenuto in KATSUAYABI.
Oggi più che in altri giorni, mi è gradito porgere a tutti i praticanti e soprattutto al mio figlio spirituale, il mio augurio di una ricerca felice e prodiga di ogni fortuna.
Con un doveroso rispetto verso il FONDATORE
Pietro Suriano
Aikido Hanshi



