A tutti voi Shidoin,Yudansha, praticanti,
nell’approssimarsi dell’anniversario della nascita di O-Sensei, almeno quello ufficiale che la nostra Scuola ricorda come tale, mi corre obbligo e nello stesso tempo mi fa piacere e mi onora, rendere merito alla figura del nostro Fondatore Morihei UESHIBA.
Soprattutto desidero farvi riflettere sui contenuti essenziali della Sua arte.
Come molti di voi sanno, già da tempo, il martello della mia voce batte su un’unica incudine, che a mio modesto avviso, non è stata sufficientemente compresa e nel cui semplice contesto invece, è racchiuso il segreto dell’Aikido: Ame no Takemusu Aiki Waza.
In questo mandala del fondatore, più che in tutti gli altri, lo stesso ha inciso profondamente i limiti e le essenzialità dell’Aikido che praticate.
Il perno fondamentale di tutto ciò è il BUDO, quale scelta di vita e l’Aikido, quale tipologia di sentiero cui un cavaliere gentiluomo, può giungervi.
Ame e Waza, rappresentano gli opposti, che attraverso il Budo e dunque attraverso il suo interprete che è l’uomo, vengono a congiungersi, per servire un mondo dove il Budo del male ossia Ya Ken, pare imperversare sempre di più.
Pensare di raggiungere una invincibilità fisica, non è cosa umana.
Grandi imperi sono crollati, non appena si è corroso lo spirito che li sorreggeva, quando la corruzione, il degrado sociale, la depravazione morale, il malgoverno, gli interessi di parte, hanno sacrificato gli interessi della collettività.
Katsuayabi, è la risposta di O-Sensei, ossia il momento della folgorante vittoria, della vittoria più splendida per un Cavaliere, quando ormai sa rinunciare ad ogni cosa fatua e vuota di questo mondo, per essere dedicato completamente agli altri, quando il tarlo interno annidato in ciascuno di noi, dell’egoismo e del male, viene sconfitto definitivamente, allora la vittoria è vera e totale e si comprende il BUDO come arte del costruire e non del distruggere.
L’essenza più intima del Budo è il Bu Shin ossia lo spirito stesso del Principe, in una parola si ritorna all’uomo, come elemento centrale e perno della cosmologia portante e pratica dell’arte del Fondatore, non parole, non promesse, non filosofie, ma allenamento, sacrifici, privazioni, dedizione e poi sudore e soprattutto gioia di vivere e gioia di amare, queste sono le vere armi del cavaliere che si esercita nello spirito dell’AIKI e nel suo Takemusu.
Il Bu shin è la risposta pratica per evitare le tentazioni che inducono alla gratificazione, al confronto, allo scontro, al successo personale; sebbene il Budo se ne serva per la pratica che passa paradossalmente attraverso queste, se ne alimenta ma le rinnega, asservendole solo come ausilio della sua pratica.
Ecco quindi la facilità con cui i giovani praticanti meno esperti, o più fragili, possono cadere nella trappola di Ya Ken, del demone.
La via del Budo, è altamente selettiva, ma tuttavia, proprio per le peculiarità su elencate, può trasformarsi, come usa fare l’acqua adattandosi ad un recipiente e divenire agevole pratica, per chiunque voglia semplicemente esercitarsi in una coordinazione fisica.
Il nostro Fondatore ha formulato una preziosissima alchimia, che molti forse hanno trascurato osservare.
Egli ha posto la sua Arte sotto chiave, permettendone l’accesso solo attraverso la conoscenza di una determinata esperienza o Waza, legato alla comprensione di quanto enunciato nello Shin Kokkyu, ossia: la prima fondamentale conoscenza è Aiki Ken Waza, la seconda è Aiki Jo Waza, la terza è Aiki Tai Waza; in realtà tutto ciò è andato lentamente velandosi, fino a far si che l’Aikido conosciuto sia solo quello praticato a corpo libero che invece chiamerei solo Aiki Tai Jutsu.
Ame e Waza sono gli opposti dunque ed esprimono le due opposte forme di energia, la prima legata al cielo la seconda alla terra; ma niente di arcano, per giungere ad esse, O-Sensei ci ingiunge di attraversare il sentiero dell’Aiki, che è musubi ossia legante il waza, cioè la terra, con Ame, ossia il cielo, occorre praticare e saper aspettare.
Il BUDO è paziente attesa, è strategia del governo, è saggezza di un principe, che deve sapere cosa sia opportuno per il bene del suo popolo, è dedizione e sprezzo della vita per il cavaliere che deve servire e proteggere il debole.
Naturalmente il mio messaggio non può concludersi senza aggiungere l’augurio duplice di una pratica attenta e proficua per la vostra vita, che sia spesa nella consapevolezza degli intenti e nella serenità e nell’armonia legittima, che l’Aikido stesso offre a chi con il cuore semplice gli si apre, nello stesso tempo giunga a tutti voi credenti e non credenti, un augurio di serenità e di pace, che spesso nella nostra vita, sebbene pensiamo di aver raggiunto, in realtà subito gli accadimenti mettono a dura prova, ebbene sia l’Aikido che la fede possono aiutarci e l’apertura del nostro cuore ci permetterà di respirare meglio l’armonia del mondo e vedere meglio quanto di magistrale e di Divino esso contiene, per questo Buon Natale a tutti Voi.
Pietro Suriano
Aikido Hanshi
Chief Instructor



